Hamnet – un bel colpo di Spielberg tra biografia e leggenda

⚠️ Attenzione: spoiler. Se vuoi vedere il film, non leggere oltre.

Spaziando tra fantasia e realtà sulla vita di William Shakespeare, un altro bel colpo messo a segno da Steven Spielberg come produttore che spero vincerà almeno l’oscar per la fotografia.

Hamnet locandina del film

Ognuno porta a casa qualcosa di diverso da un film, come davanti a un’opera d’arte. Vale ancora per me la visione di Oscar Wilde: l’opera è ciò che trasmette allo spettatore, e a ognuno trasmette qualcosa di suo.

(Ho visto Hamnet poco dopo la perdita di mio padre, avendo vissuto in prima persona quel tipo di addio straziante, questo film mi ha colpito particolarmente. Lo dico per chiarire da dove parto).

La fotografia è spettacolare: colori, paesaggi, natura, immagini che restano. Agnes, figlia di una donna considerata “strega” dalla comunità per il suo legame con la natura, morta di parto, le appare ancora ogni tanto durante le use uscite nel bosco. Il miglior amico di Agnes è il suo falco che la segue dappertutto.

Agnes non si ripara il viso lavorando la terra, porta i segni del sole sulla pelle e le mani sono colorate dagli unguenti naturali che prepara per curare sé stessa e i figli. William se ne innamora al primo sguardo, scambiandola per una domestica della famiglia presso cui dà lezioni di latino per ripianare i debiti del padre, un artigiano del pellame che vorrebbe il figlio come erede dell’attività di famiglia.

William si sposa con Agnes contro la volontà di sua madre ma appoggiato dal padre, con il pretesto della gravidanza. Qualche anno dopo la primogenita, William si trasferisce a Londra con la scusa di ampliare l’attività del padre. In realtà inizia la sua carriera di commediografo. Nascono nel frattempo due gemelli, Judith e Hamnet La bambina, che nasce per seconda, viene subito data per morta, ma Agnes non si rassegna, quando la balia le dice che la bambina è morta, le intima di consegnargliela immediatamente, e dopo pochi minuti la bambina respira tra le braccia della madre.

Judith e Hamnet crescono insieme, finché lei si ammala: la peste bubbonica è in agguato. A quanto pare Hamnet ha ereditato i poteri dalla nonna materna. Si addormenta accanto alla sorella e le dice che sarà coraggioso, che darà la sua vita per lei. La sorella guarisce. Lui muore tra le braccia della madre, in un modo straziante.

Agnes rinfaccerà al marito fino alla fine di non essere stato presente in quel momento. William sfoga il lutto scrivendo una tragedia: l’Amleto. La mette in scena a Londra. Il pubblico ne resta estasiato e commosso.

Un film che a tratti può sembrare lento. Lentezza che io preferisco chiamare poesia. Questo film parla attraverso la fotografia, i primi piani, i colori. Da vedere senza vergognarsi di piangere.